E’ un fattore fisiologico che colpisce le persone .Di norma  il capello cade allorquando il follicolo ha già prodotto un nuovo capello per sostituirlo. Se il quantitativo fosse superiore, è  consigliabile sottoporsi ad analisi specialistica.

Infatti, entro certi limiti, la caduta dei capelli è un evento assolutamente fisiologico. A grandi linee, si ritiene normale la perdita di 40 – 120 capelli al giorno, in base al numero di follicoli piliferi ancora attivi ed al ciclo di crescita degli stessi.

Le cause

Numerosi possono essere i fattori scatenanti di una anomala caduta dei capelli, i più comuni sono:

- Stress (si parla in questo caso di telogen effluvio);

- Cambi di stagione;

- Inquinamento ambientale;

- Trattamenti cosmetici aggressivi;

- Fattori ereditari;

Quando intervenire

Quando però la caduta è persistente e rilevante, allora vale la pena prestare attenzione e valutare le eventuali prime avvisaglie di un problema più serio, in particolare in presenza di continuo prurito alla testa, dolore al cuoio capelluto, capelli grassi o forfora. In questi casi è bene andare a fondo senza trascurare i campanelli d’allarme e prevedere una visita tricologica.
Molte pensano di poter risolvere il problema con lozioni e prodotti sulla carta “miracolosi” ma, onde evitare spiacevoli infiammazioni o danni al cuoio capelluto, sarebbe bene evitare il “fai da te” e rivolgersi in prima battuta a uno specialista.

- Squilibri ormonali;

- Diete drastiche e disturbi alimentari (anoressia, bulimia)

- Eccesso di vitamina A;

- Carenza di zinco;

- Normale ciclo di ricrescita dei capelli.

Calvizie nell’uomo – classificazione in 12 stadi della calvizie maschile: 

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  1. Stadio I: soggetti non affetti da calvizie.
  2. Stadio II: arretramento a livello fronto-temporale.
  3. Stadio IIa: stadio precedente con l’aggiunta dell’arretramento della linea frontale.
  4. Stadio III: è presente un arretramento a livello fronto-temporale più accentuato.
  5. Stadio IIIa: è corrispondente allo stadio precedente ma con un arretramento a livello della linea frontale.
  6. Stadio III vertex: questo stadio corrisponde allo stadio III o allo stadio IIIa con l’aggiunta di un diradamento del vertice.
  7. Stadio IV: in questo stadio si registra la permanenza di una striscia piuttosto larga di capelli situata fra le zone alopeciche anteriore e posteriore.
  8. Stadio IVa: in questo stadio è rilevabile un forte arretramento della linea dell’attaccatura anteriore; arretramento che si spinge pressoché fino alla linea (virtuale) che unisce la sommità delle orecchie; può esservi o meno diradamento a livello della zona del vertice, ma è sempre assente la striscia dei capelli superstiti.
  9. Stadio V: questo stadio è di fatto uno stadio V più accentuato.
  10. Stadio Va: questo stadio è di fatto uno stadio IVa più accentuato.
  11. Gli stadi VI e VII : stadio avanzato di calvizie la zona frontale, vertice, sopra le orecchie e parte della nuca sono prive di capelli.

L’immagine rappresenta gli stadi della calvizie:

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Calvizie nella donna – classificazione in stadi della calvizie femminile:

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La scala Ludwig è la scala che classifica la calvizie femminile, decisamente meno articolata della precedente dell’uomo:

  1. Tipo I: si rileva un diradamento dei capelli sulla corona, non particolarmente accentuato e limitato a una linea situata pressappoco a 1-3 cm dietro la linea frontale.
  2. Tipo II: il diradamento dei capelli sulla corona è decisamente pronunciato ed è quindi ben visibile.
  3. Tipo III: si ha un diradamento molto accentuato su tutta la zona interessata nei tipi I e II.

La calvizie androgenetica più comune nelle donne è quella del tipo I; decisamente meno frequente è quella del tipo III.

L’immagine sottostante rappresenta le tre tipologie di calvizie secondo la scala Ludwig

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